venerdì 2 dicembre 2011

Tempi di svestizione ,lettera del coordinatore regionale

In riferimento a quanto sancito dalla suprema Corte di Cassazione, con specifica sentenza 21 ottobre 2003 n. 15374, 8 settembre 2006 n. 19273, 22 luglio 2008 n. 20179 sulla vestizione – vestizione delle divise da parte del personale infermieristico ricordiamo le cifre della problematica: gli Infermieri attualmente, utilizzano il loro “tempo libero” per compiere l’obbligo di cambiarsi e mettersi in divisa ed essere operativi in reparto all’orario del cambio turno.
Questa operazione comporta mediamente 10+10 minuti che, moltiplicati per un anno, assommano da 65 ad 84 ore di lavoro, a seconda se turnisti o giornalieri. Queste ore accumulate corrispondono a 11 o 14 giorni di recupero, oppure, se pagate in straordinario, corrisponderebbero ad una cifra tra i 942 ed i 1.218 euro.
Gli Infermieri per senso di responsabilità e correttezza verso i propri colleghi giungono al lavoro mediamente 10 minuti prima dell'inizio del turno lavorativo (ad esempio timbrando alle 6.50 proprio per indossare la divisa e raggiungere il reparto)...Ma cosa succede sulla busta paga?.... Si viene retribuiti solo dalle ore 7,00, ora di presa di servizio programmata, "regalando" in un mese circa 210 minuti di tempo lavoro alle aziende sanitarie siciliane.
Su tale vicenda la Corte di Cassazione, con specifica sentenza sopra citata ha sancito che: “ ai fini di valutare se il tempo occorrente per indossare la divisa aziendale debba essere retribuito o meno, occorre far riferimento alla disciplina contrattuale specifica: in particolare, ove sia data facoltà al lavoratore di scegliere il tempo e il luogo ove indossare la divisa stessa (anche presso la propria abitazione, prima di recarsi al lavoro) la relativa attività fa parte degli atti di diligenza preparatoria allo svolgimento dell’attività lavorativa, e come tale non deve essere retribuita, mentre se tale operazione è diretta dal datore di lavoro, che ne disciplina il tempo ed il luogo di esecuzione, rientra nel lavoro effettivo e di conseguenza il tempo ad essa necessario deve essere retribuito”.
Inoltre, sempre a mente dell’indicata sentenza che, nel caso che ci interessa si fa riferimento ai tempi che l’Infermiere impiega per indossare la divisa, la magistratura stabilisce che: “né rileva, in relazione alla accertata sottoposizione al potere direttivo dell’imprenditore per tale attività, il mancato controllo dei tempi impiegati dai lavoratori per queste operazioni precedenti e successive alla timbratura”.
Se è vero che indossare la divisa è una condizione necessaria ed obbligatoria per alcune categorie di lavoratori (come ad esempio per gli Infermieri) è pure vero che il tempo dedicato alla vestizione/svestizione che avviene in "servizio" deve essere computato come "orario di lavoro" e quindi retribuito.
La Regione Lombardia, prima tra le regioni italiane, con buon senso, ha provveduto ad emanare uno specifico provvedimento, accogliendo di fatto la sentenza della Suprema Corte, mediante il quale indica alle aziende anche sanitarie, che laddove per disposizione aziendale, l’azienda impone al proprio personale di indossare una divisa e, come nel caso degli operatori sanitari per ragioni anche di igiene la vestizione/svestizione avviene “in servizio”, cioè nel luogo di lavoro, il tempo occorrente per indossare tale divisa deve essere computato come orario di lavoro e quindi retribuito.
Alla luce dei provvedimenti sopra richiamati, allegati alla presente, si chiede alla S.V. l’emanazione di un provvedimento regolamentare che riconosca l’inclusione nel tempo di lavoro dei periodi necessari alla vestizione e vestizione delle divise da parte del personale infermieristico, e quindi la sua remunerazione.
In attesa di riscontro alla presente e disponibili ad eventuali chiarimenti

                         Il coordinatore regionale
                             Calogero Coniglio

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