mercoledì 14 dicembre 2011

La Professione Infermieristica e CNI ,un valore aggiunto per le nuove professioni

Il sindacato CNI-FSI Sicilia in prima linea sulla promozione della professione si presenta con uno stand informativo presso il Centro Congressuale ed Espositivo Le Ciminiere di Catania 14-15-16 dicembre. Una finestra aperta verso i giovani che debbono affrontare un futuro mercato del lavoro. L’evento nato grazie alla collaborazione sinergica delle istituzioni del lavoro nel territorio siciliano quali il Centro Orientamento e Formazione (COF), il centro per l’impiego e l’Ufficio provinciale del Lavoro offre la possibilità di conoscere in maniera più approfondita le occasioni del mercato  e della formazione in modo da consentire ai giovani studenti di operare una scelta consapevole e affine alle proprie abilità, sia nel percorso di studi che nella professione. Il Coordinamento Nazionale Infermieri  coinvolgerà presso il suo stand e per la prima volta, le scuole superiori, medie e le famiglie alla conoscenza della professione. Per essere competitivi i giovani di oggi devono puntare su preparazione, capacità e conoscenza, integrando il proprio bagaglio culturale, soprattutto in questo momento di crisi del mercato del lavoro. A tagliare il nastro il presidente della Provincia di Catania. La manifestazione è stata seguita dall’ esibizione degli alunni dei Licei Emilio Greco, Turrisi Colonna, Galileo Galilei, Mario Cutelli ed Ettore Majorana  che hanno inaugurato “ Job 2011”, il Salone di Orientamento all’Istruzione, dedica la sua settima edizione al 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Tra musica, danza e immagini, gli studenti percorreranno  la storia del nostro Paese, dall’Unità ad oggi. Le Ciminiere di Catania apre, così, i battenti ad una delle manifestazioni più importanti del Meridione, le date in cui si potranno visitare i vari stand sono quelle del 14-15-16 dicembre 2011. Molte le possibilità che i giovani potranno avere negli stand tra queste quella della simulazione diretta ai test di ingresso di tutte le Facoltà universitarie. Una formula vincente che ha già raccolto milleduecento le domande di prenotazione pervenute per le attività organizzate dai partner dell’iniziativa, su settantamila presenze previste per la tre giorni catanese.
                                                                                                                   Di Maurizio Cirignotta

venerdì 2 dicembre 2011

Tempi di svestizione ,lettera del coordinatore regionale

In riferimento a quanto sancito dalla suprema Corte di Cassazione, con specifica sentenza 21 ottobre 2003 n. 15374, 8 settembre 2006 n. 19273, 22 luglio 2008 n. 20179 sulla vestizione – vestizione delle divise da parte del personale infermieristico ricordiamo le cifre della problematica: gli Infermieri attualmente, utilizzano il loro “tempo libero” per compiere l’obbligo di cambiarsi e mettersi in divisa ed essere operativi in reparto all’orario del cambio turno.
Questa operazione comporta mediamente 10+10 minuti che, moltiplicati per un anno, assommano da 65 ad 84 ore di lavoro, a seconda se turnisti o giornalieri. Queste ore accumulate corrispondono a 11 o 14 giorni di recupero, oppure, se pagate in straordinario, corrisponderebbero ad una cifra tra i 942 ed i 1.218 euro.
Gli Infermieri per senso di responsabilità e correttezza verso i propri colleghi giungono al lavoro mediamente 10 minuti prima dell'inizio del turno lavorativo (ad esempio timbrando alle 6.50 proprio per indossare la divisa e raggiungere il reparto)...Ma cosa succede sulla busta paga?.... Si viene retribuiti solo dalle ore 7,00, ora di presa di servizio programmata, "regalando" in un mese circa 210 minuti di tempo lavoro alle aziende sanitarie siciliane.
Su tale vicenda la Corte di Cassazione, con specifica sentenza sopra citata ha sancito che: “ ai fini di valutare se il tempo occorrente per indossare la divisa aziendale debba essere retribuito o meno, occorre far riferimento alla disciplina contrattuale specifica: in particolare, ove sia data facoltà al lavoratore di scegliere il tempo e il luogo ove indossare la divisa stessa (anche presso la propria abitazione, prima di recarsi al lavoro) la relativa attività fa parte degli atti di diligenza preparatoria allo svolgimento dell’attività lavorativa, e come tale non deve essere retribuita, mentre se tale operazione è diretta dal datore di lavoro, che ne disciplina il tempo ed il luogo di esecuzione, rientra nel lavoro effettivo e di conseguenza il tempo ad essa necessario deve essere retribuito”.
Inoltre, sempre a mente dell’indicata sentenza che, nel caso che ci interessa si fa riferimento ai tempi che l’Infermiere impiega per indossare la divisa, la magistratura stabilisce che: “né rileva, in relazione alla accertata sottoposizione al potere direttivo dell’imprenditore per tale attività, il mancato controllo dei tempi impiegati dai lavoratori per queste operazioni precedenti e successive alla timbratura”.
Se è vero che indossare la divisa è una condizione necessaria ed obbligatoria per alcune categorie di lavoratori (come ad esempio per gli Infermieri) è pure vero che il tempo dedicato alla vestizione/svestizione che avviene in "servizio" deve essere computato come "orario di lavoro" e quindi retribuito.
La Regione Lombardia, prima tra le regioni italiane, con buon senso, ha provveduto ad emanare uno specifico provvedimento, accogliendo di fatto la sentenza della Suprema Corte, mediante il quale indica alle aziende anche sanitarie, che laddove per disposizione aziendale, l’azienda impone al proprio personale di indossare una divisa e, come nel caso degli operatori sanitari per ragioni anche di igiene la vestizione/svestizione avviene “in servizio”, cioè nel luogo di lavoro, il tempo occorrente per indossare tale divisa deve essere computato come orario di lavoro e quindi retribuito.
Alla luce dei provvedimenti sopra richiamati, allegati alla presente, si chiede alla S.V. l’emanazione di un provvedimento regolamentare che riconosca l’inclusione nel tempo di lavoro dei periodi necessari alla vestizione e vestizione delle divise da parte del personale infermieristico, e quindi la sua remunerazione.
In attesa di riscontro alla presente e disponibili ad eventuali chiarimenti

                         Il coordinatore regionale
                             Calogero Coniglio

mercoledì 30 novembre 2011

Nasce anche in sicilia un nuovo sindacato infermieristico

Una cronistoria che parte nel dicembre del 2009 ,a Roma, dove la volontà di un gruppo di infermieri crea un Coordinamento Nazionale incastonato all’ interno dell’ FSI, una nuova casa per tutti coloro che intendono veramente fare Sindacalismo Infermieristico. Il gruppo, guarda i nuovi orizzonti del panorama dei sindacati italiani che con la “Riforma Brunetta” riduce i comparti di contrattazione nazionale del pubblico impiego da 11 a 4 (con la risultante che i dipendenti del SSN confluiscono in un unico mega comparto insieme con i dipendenti degli Enti Locali e delle Regioni) una rappresentatività che pone dei limiti alle professioni sanitarie e non consente di portare le problematiche infermieristiche sui tavoli delle trattative aziendali, locali, regionali e nazionali. L’attuale contesto politico ed economico, dovuto alla grave crisi finanziaria prevede un’ampia delega alle regioni anche in materia di contrattazione decentrata nel pubblico impiego, condizione che richiede, ora più che mai, la presenza degli Infermieri in tutti i tavoli di contrattazione. Il nuovo progetto prende il nome di Coordinamento Nazionale Infermieri ed è un nuovo soggetto sindacale infermieristico, libero ed autonomo, fortemente motivato. La realizzazione del sogno dell’intera categoria, di portare finalmente gli Infermieri sui tavoli di contrattazione nasce dall’adesione alla Federazione dei Sindacati Indipendenti e alla Confederazione USAE, soggetti già maggiormente rappresentativi e quindi già accreditati su quei tavoli. Il C.N.I. nel suo ambito ha una gestione ed uno statuto autonomo ed è rappresentato solo da infermieri. Il C.N.I. oggi può accedere ai tavoli nazionali e regionali oltre che aziendali e dare stabilità, continuità e forza alle nostre istanze. Con queste motivazioni il sindacato si pone agli iscritti con strumenti efficaci ,sindacali e legali. I rappresentanti della regione Sicilia chiedono a tutti gli infermieri di condividere il nuovo progetto attraverso la loro adesione. Si pongono alla informativa della collettività i contatti regionali siciliani.

                                                                                                                                  M.C.
I nostri contatti:
Coordinamento Nazionale Infermieri-Segreteria Nazionale-Viale Ettore Franceschini,73-tel.06 42013957 - 
fax 06 42003671- www.cninazionale.it-

Segreteria di Coordinamento Regione Sicilia : via Gigi Macchi,20 -95100 Catania
Dott. Calogero Coniglio cell 3388629354

Segreteria Coordinamento Provinciale Catania-Via F. Ciccaglione ,70 (adiacente Piazza Lanza)-95100 Catania Dott. Maurizio Cirignotta cell: 3280466905 e Dott.ssa Gagliano Concetta-3408080899- Tel /Fax 095 439506 -095 445065